Posti sconosciuti di Londra guida LA VIE EST FIT Seven dials market
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I miei posti sconosciuti preferiti di Londra…

Alzo subito le mani: non vi citerò in quest’articolo posti come Trafalgar Square, Hyde Park, Piccadilly e neanche Backingam Palace. Do per scontato che se state visitando Londra per la prima volta avrete già annotato queste location sul vostro diario di viaggio dopo averle lette in centinaia di guide e ci sta: d’altronde esistono visite obbligate. Detto ciò questi sono i posticini dove a me piace tornare proprio perché “poco turistici” e se siete dei veterani della città spero di darvi qualche spunto, o datene voi a me commentando questo post con i vostri suggerimenti. Non li ho inseriti tutti, non escludo di fare un altro post per non rendere la lettura lunghissima ed estenuante! Intanto partiamo…

Portobello Road:

Ecco, neanche abbiamo iniziato che subito vi propino le casette colorate viste su migliaia di Instagram di tutto il mondo, ma per questa nostra terza visita abbiamo alloggiato proprio lì e posso assicurarvi che al di là del cuore, molto turistico, ci sono delle chicche da scoprire. Portobello road è la strada principale di Notting Hill (nella zona 2), famosa per il mercato che si tiene ogni fine settimana e ovviamente per le casette in color pastello che è impossibile non vi conquistino. Vi consiglio di dare un’occhiata al Notting Hill Books Exchange, un negozio di libri (e fumetti) usati in cui ho spesso trovato delle perle a pochissimo prezzo – tipo il libro di Nigella autografato! Disseminati un po’ qui e lì ci sono dei murales di Banksy, li riconoscete perché li hanno protetti con delle teche di vetro, ma è comunque bellissimo scoprirli visitando le stradine circostanti. Per quanto riguarda il mercato in sé, non fermatevi alla parte centrale che è molto più turistica e dedicata ai souvenir, ma dirigetevi più avanti e ovviamente mangiate qualcosa lì: noi abbiamo adorato il cinnamon buns glassato e il toast al formaggio ma ce n’è per tutti i gusti e le intolleranze. Menzione d’onore per il Liberte’ cherie 291 (negozio di alimentari zero-waste) e la Buttery Bakery.

I mews:

Mi ricollego a Portobello parlandovi dei mews perché è in uno di questi che abbiamo soggiornato stavolta. Con questo termine si intendono i cortili spesso acciottolati, da cui si accede tramite un arco – come se si accedesse ad un’altra epoca – che si venivano a formare tra i retri delle case signorili dove una volta erano ospitati fienili, stalle e l’ingresso della servitù: oggi le case sono state rimodernate e al posto dei cavalli potrete trovare parcheggiate auto di lusso (una bella fortuna avere un parcheggio privato davanti casa nel cuore di Londra!) ma l’atmosfera che si respira è ancora quella dell’epoca vittoriana, visto che in genere sono posti silenziosi, decorati con piante e colori sgargianti. Ce ne sono un po’, ma se volete soggiornare nella casa dove siamo stati noi ecco il link ad Airbnb – potrebbe essere non disponibile per Covid – (è una casa vegan, tenetene conto perché non si può introdurre all’interno che cibo plant-based), si trova a St. Luke’s Rd e noi ci siamo trovati benissimo. P.s. se prenotate per la prima volta su Airbnb attraverso quel link c’è uno sconto di 25 euro.

Borough Market:

Tra le mie cose preferite da fare a Londra c’è assolutamente lui, questo mercato sotto il London Bridge che è un esplosione di odori, gusti, culture e colori. E’ aperto tutti i giorni tranne la domenica, e la visita è secondo me obbligatoria: potete arrivarci a piedi se siete nelle zone centrali oppure utilizzare la fermata della metro Southwark se vi viene più comodo, che vi lascerà nelle immediate vicinanze. Il mercato è molto grande e si trova di tutto, sono molto abituati ai turisti ma è frequentato anche dagli inglesi che si riforniscono di frutta, verdura, carne o pesce. Anche qui, se avete intolleranze o mangiate vegan potete andare tranquilli perché di certo troverete qualcosa che fa al caso vostro: in questa stagione fresca c’erano curry di zucca e risotto ai funghi, ma anche mulled wine o succo di mele caldo da sorseggiare facendosi un giro, oppure pesce preparato in tutti i modi, pane, focacce, panini, falafel e ovviamente un’incredibile selezione di dolci e sfizioserie… sotto Natale assaggiate ovviamente il pudding all’inglese! P.s. in una delle stradine c’è il Crossbones Graveyard, un cimitero post-medievale scoperto da relativamente poco, che ospita oltre 15.000 scheletri di poveri e dimenticati: leggere i messaggi d’amore (anche riguardo le Oche di Winchester) che sono stati attaccati sulle inferriate è un colpo al cuore, fateci un salto.

TATE e Museo del Design:

Quello che amo di Londra è la visione dell’arte come di un momento di condivisione: la stragrande maggioranza dei musei è gratis e costruito intorno a un’idea di fruizione massima e universale del posto. Non è infatti strano “darsi appuntamento al museo”, andare lì anche solo per leggere un libro o fermarsi al bar interno come se fosse un posto qualsiasi dove studiare o lavorare al computer. E’ una visione dell’arte molto simile alla mia, non vista come qualcosa di austero, noioso o vetusto ma come cosa di tutti, parte integrante della società. Quelli che vi consiglio assolutamente di visitare sono il Museo di Arte moderna (TATE) e il Museo del Design (Design museum), il secondo più piccolino e adatto a una visita express vi farà capire quanto tutto intorno a noi sia pensato e concepito per una ragione ben precisa, anche se non siete amanti dell’arte sono sicura saprà lasciarvi qualcosa e vi incuriosirà: si parla infatti di moda (dalle scarpe ai vestiti di Vivienne Westwood), di computer e videogiochi, ma anche del modo in cui sono costruite le cucine, le sedie e così via. Il Tate è invece imperdibile se siete già ben propensi a sapere di più dell’arte moderna: ciclicamente ci sono mostre temporanee che sono a pagamento, ma la parte più corposa è comunque sempre gratuita come anche le opere d’arte temporanee e più grandi che si trovano all’ingresso.

L’installazione temporanea ad ottobre 2019 nel Tate

The garden at 120 per godersi lo skyline:

Spero di non aver scoperto l’acqua calda, ma mi sembra di non averlo mai letto nelle guide trovate in giro, quindi spero di farvi un regalo inaspettato: al sesto piano di questo nuovo centro commerciale potete godervi (gratis) una vista di Londra spettacolare con di fronte la cattedrale di St. Paul, ancor più se ci andate verso l’ora di chiusura, col sole che pian piano scende… Noi ci siamo ritrovati lì una domenica pomeriggio e c’erano forse una quindicina di persone e non di più, è un posto romantico e molto carino da visitare – a parte i negozi sottostanti c’è anche un ristorantino a cui però non ho fatto molto caso. La vista, comunque, vale la pena.

All Hallows by the tower:

Se vi trovate a Londra in una giornata uggiosa – e diciamocelo, non è per nulla difficile – fate un salto in questa Chiesa che è uno dei tanti piccoli gioielli nascosti della città. Fondata nel 675 è la chiesa più antica di Londra, di matrice anglicana, si trova a Byward Street vicino la Tower of London. La chiesetta in sé è piccola ma conserva ancora tutta la sua magia, con le mura e gli altari originali, ma la cosa più interessante è visitare il museo (gratuito) sottostante in cui ci si può fermare a pregare nelle piccole cappelle, ammirare resti di pavimento romano e altri artefatti e leggere la storia di questa chiesetta che nella sua lunghissima vita ne ha viste, di cose: distrutta e ricostruita numerose volte è ancora lì e si merita la vostra attenzione! Anche perché viene amministrata e custodita con tantissima devozione, quello che mi colpisce di Londra (ma anche di Tokyo, due città estere che conosco un pochino) è l’estrema attenzione al marketing, anche quando si tratta di raccolte fondi o feste del quartiere. Dovremmo imparare da loro. 😛

L’ingresso della chiesa

Holland Park e il giardino giapponese:

Certo sarete stati ad Hyde park e di certo sarete passati per St. James Park ma magari vi siete persi Holland Park e il relativo piccolo giardino giapponese: un vero pezzo di Giappone a Londra (come se non avessimo già abbastanza nostalgia!). Il parco è molto grande e infatti non siamo riusciti a vederlo tutto ma nella parte nord c’è un bosco percorribile pieno di sentieri e viottoli con panchine che dire “appartate” è un eufemismo e dove potrete riposarvi e dar da mangiare ai furbissimi scoiattoli, mentre al centro c’è la famosa Orangery e le rovine di Holland House (distrutta da una bomba incendiaria nel 1940). Nelle guide ho letto di una scacchiera gigante in cui si può giocare, parchi per bambini e campi da tennis e cricket, ma noi non abbiamo avuto il tempo di cercarli… Perdetevi tra i giardini all’inglese, i fiori e le statue per un pomeriggio diverso dal solito.

Shoreditch, Brick Lane e i loro market

Tra i miei quartieri preferiti in assoluto a Londra c’è lui: Shoreditch (e di conseguenza Brick Lane, nell’East London). Dall’aria super urban e per alcuni hipster è stato per anni conteso tra gang e ancora oggi la sera non mi sembra il posto più tranquillo dove passeggiare, l’aria “povera” c’è ancora e a me piace anche per questo: persone di tutto il mondo vi si riversano per lasciare un pezzo di sé sui muri. E’ pieno di street art, musicisti di strada, cibo, colori… è davvero bellissimo perdersi tra le sue strade e se amate fare foto con questo vibe dovete andarci! Ammetto che le foto più scenografiche le ho sempre fatte lì, almeno quelle che ritraggono me. Se prendete la Tube fermatevi ad Old Street o ad Aldgate Street. Non c’è un vero itinerario da seguire, il mio consiglio è di immergervi nella sua atmosfera, visitare almeno le strade principali (Whitby’s Street, Shoreditch High Street, Rivington Street…) e di fare un salto nei mercati. L’old Spitalfield market è molto carino, si alterna cibo (anche vegan e per intolleranze) a bancarelle artigianali, anche se potendo partecipare solo per periodi limitati i venditori si alternano spesso e abbiamo visto che la qualità si alza e si abbassa a seconda dei periodi. Se avete voglia di far fila, a Brick Lane c’è il Baigel Bake che non ho mai avuto il coraggio di provare ma che è sicuramente il negozio di Bagel più famoso di Londra ed è SEMPRE strapieno di persone. Se invece amate il second hand e la moda vintage, fate un salto al Vintage market, carissimo ma molto bello!

I cimiteri…

Se un po’ mi conoscete, sapete che in ogni viaggio inserisco una capatina al cimitero. Non perché mi piaccia il macabro (ok, un po’ sì), ma soprattutto perché è lì che scopro la vera natura del posto: i cimiteri sono un po’ la cantina dei sentimenti umani, un luogo di pace e mistero dove seppelliamo – metaforicamente e non – le nostre paure, i nostri amori, la disperazione e la serenità dell’ineluttabile. In Giappone i cimiteri hanno una linearità composta, a Londra, invece, sembrano vivere. La terra si muove e si smuove nel tempo lasciando uno scenario dark, con le croci tutte spostate quasi a volersi mettere comode. Per adesso abbiamo visitato il Brompton cemetery e il Kensal Green Cemetery. Il primo si trova nella zona di Kensington and Chelsea, che avendo un’area verde molto estesa fa parte anche dei Parchi reali. E’ davvero grande e affascinante, ospita più di 200mila sepolture tra cui la marchesa Luisa Casati ed Emmeline Pankhurst (la suffraggetta che guidò il movimento femminista inglese). In genere non cerco mai le celebrità che riposano, ma mi lascio guidare dall’istinto e sono sicura che alcune tombe vogliano essere salutate. Queste due donne hanno richiamato l’attenzione su di sé mentre camminavo tranquillamente, da femmine energiche quali erano, desideravano forse un po’ di compagnia… ho alzato gli occhi ed erano lì. Vi consiglio di andarvi a leggere la loro storia per continuare a ricordarle. Un mistero che ci ha lasciati a bocca aperta e che si cela tra le immense viuzze, è quella che viene definita La macchina del tempo. Pare, infatti, che all’interno del mausoleo Courtoy vi si nasconda proprio una scoperta rivoluzionaria… peccato non poterla scoprire perché curiosamente il fabbricato non ha chiavi, la struttura sembra proprio uscita da un film di fantascienza e ovviamente non potevamo non andare a sondare la cosa, come due bravi esploratori. Potete leggere tutta la storia QUI.
Il cimitero è gratuito e aperto dalle 7 alle 16 (guardate comunque sempre il loro sito, per evitare inconvenienti) e per arrivarci basta scendere alla fermata di Earl’s Court (Piccadilly line / District line)

Anche il Kensal Green merita un visita: è davvero gigantesco e fa parte dei sette cimiteri monumentali, ha una zona verde molto estesa in cui vivono diverse specie protette di uccelli e alcune cripte e mausolei sono davvero antichi e maestosi: Freddy Mercury è stato cremato qui, potete andare a fare una preghiera per lui e per le altre 250.000 anime seppellite lì. Ho letto che l’associazione Friends of Kensal Green organizza di domenica dei tour guidati, se siete degli appassionati anche di storie un po’ creepy potrebbe essere interessante. Anche questo cimitero è gratuito e aperto dalle 9/10 fino alle 17. Per arrivarci prendete la Bakerloo line fino a Kensal green.

La Keats House ad Hampstead

Se potessi vivere a Londra, Hampstead sarebbe uno dei quartieri a cui penserei, ovviamente immaginando di poter avere un budget indefinito: è un posto residenziale davvero bello e tranquillo, ma ammetto di esserci andata solo per far visita al mio amato Keats. Credo di avere un certo legame con lui, ma qui ritorniamo al mio seguire l’istinto e dare peso ad ogni dettaglio che recepisco come “segno”, foss’anche ironia del caos. Il primo viaggio che ho fatto con S. è stato a Roma, niente d’impegnativo, un weekend per tastare la nostra relazione al di fuori delle abitudini. E’ stato meraviglioso, era tutto nuovo, anche noi… ricordo poco, ma quel che ricordo sa di magico. Comunque, poco prima di partire eravamo a Piazza di Spagna, indaffarati nel capire come riprendere il treno e tornare a casa, triste di non aver potuto far visita, per mancanza di tempo, al cimitero monumentale dove Keats è sepolto. Be’, senza quasi motivo ci siamo girati ai lati della scalinata, nascosta da un’impalcatura c’era una targa a cui avevamo fatto poco caso: Keats-Shelley house. Naturalmente abbiamo visitato il museo ed è stato bellissimo, è l’ultima casa dove ha vissuto il poeta sconfitto dalla tubercolosi a venticinque anni (mi fa stranissimo pensarlo). Ma bando alle ciance, durante il primo viaggio a Londra, ormai due anni fa, abbiamo invece fatto una capatina anche a Wentworth Place, dove Keats ha conosciuto Fanny (tra l’altro, se volete godervi una bella storia d’amore vi consiglio di vedere il film Bright Star o di leggere Leggiadra stella (libro in cui sono raccolte le loro lettere d’amore). Purtroppo siamo arrivati nel giorno di chiusura e non siamo potuti entrare, ma il giardino era aperto e ci siamo seduti sotto al susino, dove pare sia stata composta Ode a un usignolo, tra le altre, a respirare aria di poesia e amore con gli uccellini che cinguettavano.
Prima di andare controllate il sito con gli orari di apertura!

Nel buio ascolto io che spesso
Ho quasi fatto l’amore con la facile morte,
L’ho chiamata coi versi più teneri della mia poesia,
L’ho pregata perché nell’aria via si portasse il mio respiro
E mai come adesso m’è sembrato ricco il morire:
Spegnersi a mezzanotte, senza dolore,
Mentre tu butti fuori l’anima
In un’estasi stupenda!
Tu canteresti ancora: per le mie orecchie inutili
Per me, una semplice zolla davanti al tuo requiem altissimo.

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